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Coronavirus. Specifiche sull'autocertificato per gli spostamenti: differenza tra domicilio, residenza e residenza temporanea

20-11-2020   

In riferimento agli spostamenti e alle dichiarazioni da rendere nel nuovo modello di autocertificazione, in ottemperanza a quanto dispone la lett. a) dell'art.3 (zona rossa) del DPCM 3 novembre

"a) è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori di cui al comma 1, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Il transito sui territori di cui al comma 1 è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti ai sensi del presente decreto"

 

si precisa di seguito la differenza tra domicilio, residenza temporanea e residenza:

IL DOMICILIO

Il domicilio, ai sensi dell’art. 43 del Codice Civile, è costituito dal luogo in cui la persona abbia stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi. Il domicilio può non coincidere con la residenza (dimora abituale).

La scelta del domicilio non segue nessuna formalità ossia non richiede alcuna registrazione presso l’Ufficio Anagrafe. Di conseguenza il domicilio, a differenza della residenza, non è certificabile.

Attesa l’emergenza sanitaria in corso, l’interessato potrà dichiarare il proprio domicilio, se non coincidente con la residenza, all’interno del modulo dell’autodichiarazione per gli spostamenti. Per dichiarare il domicilio è bene allegare una dichiarazione fatta da chi ospita, al fine di definire esattamente la destinazione della domiciliazione, e se possibile, i motivi (di assistenza, affettivi, religiosi, o altro …).

La suddetta documentazione deve essere conservata ed esibita ad eventuale richiesta degli organi deputati al controllo sugli spostamenti dei cittadini.

Per questa ragione si consiglia di allegare alla dichiarazione ministeriale (ALLEGATO A), anche la dichiarazione di ospitalità resa dalla persona che ospita (ALLEGATO B).

 

LA RESIDENZA TEMPORANEA

L'iscrizione nello schedario della popolazione temporanea può essere richiesta da persone residenti in altro comune italiano o all'estero, che abbiano la propria dimora presso il Comune in via provvisoria da non meno di quattro mesi, ma non siano nella condizione per prendere la residenza.

In questo caso, l'interessato deve presentare apposita dichiarazione presso l’Ufficio Anagrafe del Comune, previo appuntamento o con la procedura a distanza. 

N. B. L'iscrizione allo schedario della popolazione temporanea non dà diritto al rilascio di certificati, ma solamente di una comunicazione comprovante l'avvenuta iscrizione. 

 L'iscrizione è valida per un anno, trascorso il quale l'Ufficio Anagrafe provvederà alla cancellazione dallo schedario.

 

LA RESIDENZA

 L'art. 43 del Codice civile definisce la residenza come il luogo in cui un individuo ha dimora abituale, e non occasionale, quindi il posto in cui vive in modo stabile e duraturo. 

Allegato Allegato A - Modulo di autodichiarazione degli spostamenti disponibile sul sito del Ministero dell'Interno (626,96 KB)
Allegato Allegato B - Modello di dichiarazione resa da chi ospita (39,72 KB)

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